Ha
suscitato molto interesse e un articolato dibattito l’assemblea pubblica sul
territorio rurale e le fonti energetiche rinnovabili che si è tenuta a
Venturina nell’ambito del percorso di partecipazione dei cittadini per la
definizione del regolamento urbanistico. Gremita la saletta comunale “La Pira”
dove la riunione si è protratta fino a mezzanotte.
L’introduzione al tema è stata
curata dal geologo Paolo Nicoletti di Ambiente Italia sulle modalità di
partecipazione e dall’architetto Paolo Danti del Comune di Campiglia per quanto
riguarda i contenuti del Piano Strutturale che indicano le linee generali per
la redazione del regolamento urbanistico, anche, quindi, in materia di
territorio rurale o “territorio aperto”. Per quanto riguarda la variante
normativa per l’insediamento di impianti energetici alimentati con fonti
rinnovabili, adottata nei mesi scorsi dal Consiglio comunale, Danti ha
evidenziato l’assenza di una regolamentazione, dovuta alla novità
dell’argomento, nella quale ci si trova tra il vigente Piano regolatore ed il
Regolamento urbanistico in elaborazione; da qui la necessità di tutelare fin da
subito le aree agricole di maggior pregio (vedi il caso di Casalappi dove, a
fronte di una domanda d’impianto, l’Amministrazione comunale di Campiglia è
contraria all’installazione).
L’architetto ha tracciato le
varie distinzioni tra il tipo di impianti e le possibili collocazioni (Impianti
fotovoltaici, impianti a biomasse, impianti eolici).
Nel dibattito l’anatomopatologo
piombinese Cesare Gabrielleschi sottolinea che da tre anni a questa parte le
malattie respiratorie in provincia di Livorno sono salite dal 20 al 25% e che
quindi non sarebbe opportuna la localizzazione di impianti a biomasse su un
territorio già pesantemente compromesso, si dice invece d’accordo sull’eolico e
sul fotovoltaico.
Un cittadino residente a
Cafaggio richiama l’esperienza della Spagna e sostiene che vanno agevolati da
parte degli enti pubblici soprattutto i piccoli impianti eolici e fotovoltaici.
L’architetto Alberto Primi ha
chiesto chiarimenti sulla filiera corta e sulle opportunità concrete di poter
realizzare una centrale a biomasse in Val di Cornia, cosa che a lui, stanti i
criteri dati, sembra impraticabile. Adriano Bruschi di Legambiente ritiene la
discussione inutile dato che la variante è già stata adottata e che i termini per
la presentazione di osservazione sono scaduti. L’architetto Danti a tale
proposito precisa che essendo in mezzo ad un procedimento in itinere, potranno
essere apportate delle modifiche nella redazione del regolamento urbanistico.
Il sindaco di Suvereto Giampaolo
Pioli ha messo in rilievo che la variante “sulle fonti rinnovabili” è stata
adottata con urgenza per poter sopperire alla carenza di normativa e che
nell’ambito del Regolamento urbanistico saranno accolte le osservazioni e i
suggerimenti che rafforzeranno l’obbiettivo di sostenere lo sviluppo delle
fonti rinnovabili compatibilmente con le esigenze di tutela e gli strumenti di
governo per la sostenibilità dello sviluppo. Marino Geri, vicepresidente della
Cia provinciale, critico sul termine territorio aperto, dato che è invece
occupato dalle attività agricole, ha detto che il mondo dell’agricoltura guarda
con favore alle energie rinnovabili e in particolare sostiene la filiera corta,
meglio se, laddove è possibile, “cortissima”, ovvero si esauriscano nell’ambito
di uno spazio territoriale ridotto tutte le funzioni che portano dalla
produzione al consumo. Ilio Benifei consigliere piombinese SD, apprezzando la
discussione, sostiene che tutte le fonti rinnovabili contribuiscono alla causa
ambientale e quindi gli strumenti urbanistici ne devono tenere conto. Il
sindaco di Campiglia Silvia Velo anche in risposta ad alcune questioni
sollevate ricorda il percorso fatto per giungere alla variante e le varie
competenze, dalla legge statale del passato governo Berlusconi che ha previsto
e incentivato l’impianto senza alcuna regola alle norme di cui regioni,
province e comuni (Campiglia è stato il primo) devono dotarsi. Silvia Velo ha
aggiunto che vale la pena approfondire il tema delle fonti rinnovabili e trovare
un equilibrio tra gli obiettivi per contenere l’inquinamento atmosferico e le
spinte economiche, distinguendo tra le
varie fonti e i relativi valori ambientali.
Massimo Zucconi, dirigente del
settore ambiente del comune di Piombino ha apprezzato l’impostazione data dal
Piano strutturale al territorio aperto rilevando nei fatti però, a suo parere,
alcune contraddizioni.
L’architetto Antonio Carmilla ha
invitato a portare il dibattito più tra la gente per innalzare il livello di
partecipazione.
Gianfranco Benedettini ha
sollevato il problema della realizzazione delle serre prospettata insieme alla
centrale e biomasse di Casalappi. Le procedure autorizzative sono diverse, come
ha spiegato l’architetto Grassi dirigente dell’assetto del territorio a Campiglia
e in via teorica potrebbero essere costruite, ma è improbabile che questo
progetto decolli in mancanza della possibilità di realizzare la centrale a
biomasse. Infine Bruschi di legambiente ha invitato a vigilare affinché il
Regolamento Urbanistico sia uno strumento per impedire la speculazione in Val
di Cornia.