FOCUS SULLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE
Alle 17.00 il consiglio comunale
di Campiglia è proseguito in seduta aperta con la relazione annuale 2007 della
commissione comunale per le attività estrattive. Ad illustrare l’attività di
controllo sulle due cave e due miniere presenti sul territorio comunale è stato
il geologo Luca Sbrilli il quale, prima
di cominciare il suo intervento, ha ufficialmente informato il consiglio
comunale di rassegnare le dimissioni dall’incarico in seno al Collegio Attività
Estrattive. Le dimissioni sono dovute sia ai numerosi impegni che si sono
sommati a carico di Sbrilli dopo la sua nomina a presidente della Società dei
Parchi della Val di Cornia, sia al fatto che pur non configurandosi un conflitto
d’interessi nel senso classico del termine, è sembrato opportuno a Sbrilli
mantenere distinte le due funzioni di direzione dei Parchi e quella di
controllo sulle attività estrattive che con la realtà dei parchi si trovano a
convivere. Sbrilli fin dalla sua nomina alla presidenza della Parchi aveva
espresso all’Amministrazione comunale di Campiglia la volontà di dimettersi dal
Collegio, ma aveva garantito la sua presenza, come richiesto anche dal sindaco,
fino alla fine dell’anno 2007 per portare a compimento gli importanti
provvedimenti in corso e per dare il tempo necessario per la ricerca di un
sostituto. E’ stato chiamato a ricoprire il ruolo di membro esterno nel
collegio attività estrattive il dottor Andrea Lelli.
La relazione del collegio ha
preso in esame le attività di cava in località Monte Calvi e Monte Valerio,
siti dai quali si estrae calcare e le attività di miniera in località Spinosa e
Montorsi. Il collegio ha evidenziato che l’attività nel 2007 si è protratta
secondo i piani di coltivazione approvati e che si è rilevata, e sanzionata,
una sola lieve difformità che ad ogni modo, per la sua marginalità, non ha
avuto alcuna influenza sul complesso della coltivazione.
Oltre all’opera del 2007 il
Collegio ha mostrato il dipanarsi delle coltivazioni a partire dall’inizio
delle autorizzazioni in essere, illustrando le modalità di estrazione e il contestuale ripristino ambientale.
Oggetto d’attenzione anche i lavori per la messa in sicurezza del parco di San
Silvestro nell’area dell’Ostello Gowett dove, sulla strada di cava che passa
dietro al palazzo, è stato realizzato un terrapieno studiato per impedire la
fuoruscita dei mezzi dalla carreggiata. La strada è stata inoltre asfaltata per
eliminare le polveri e migliorare le condizioni ambientali del parco.
L’attività di controllo
del collegio è stata costantemente condotta
in collaborazione con la Asl locale e sono stati affrontati anche i temi
delle condizioni e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Sono intervenuti sia consiglieri
comunali che cittadini. Massimo Brizzi (rappresentante di Rifondazione
comunista) ha apprezzato il lavoro del Collegio e l’attenzione che soprattutto
a partire dal 2000 l’amministrazione comunale ha riservato ai temi ambientali
in relazione alla presenza delle cave. Ha però avanzato il dubbio che comunque
le società escavatrici possano comportarsi talvolta liberamente ed ha
sollecitato un allargamento della partecipazione e dell’informazione dato che,
a suo parere, la percezione della popolazione è quella di un’escavazione senza
fine mentre invece c’è una scadenza. Non ha condiviso questa visione il sindaco
Velo che ha invitato, se qualcuno è a conoscenza di irregolarità, a fare
denunce formali; quanto alla partecipazione, il sindaco ha affermato che il
consiglio comunale aperto è una sede adeguata per far parlare tutti e che, ad
ogni modo, lei è disponibile a partecipare ad iniziative organizzate da
eventuali soggetti interessati.
Gianfranco Benedettini
intervenuto a titolo personale ha espresso il rammarico per l’abbandono del
progetto di ristrutturazione aziendale e variante delle Cave di Campiglia del
2006 poiché ritiene che l’attività estrattiva, a servizio delle acciaierie di
Piombino e delle opere infrastrutturali, dovrà proseguire oltre il 2018. Il
sindaco Silvia Velo ha replicato: “Questa scadenza è improrogabile
perché a differenza del passato gli attuali piani di coltivazione prevedono
escavazione e ripristino ambientale in contemporanea, quindi una volta ultimato
il progetto non sarà possibile ricominciare da capo. Inoltre – ha aggiunto il
sindaco – in quel momento nessuno, né da parte aziendale né altri soggetti
sostennero la necessità di andare avanti su un progetto che, essendo Piombino
uno dei due poli siderurgici italiani a ciclo integrale, poteva essere
considerato d’importanza strategica. Mentre dal mondo culturale e scientifico
le preoccupazioni espresse furono molte e prevalsero nell’interesse della
tutela del patrimonio archeologico”. Riccardo Ferroni (Gruppo Uniti per
Campiglia) dopo aver chiesto alcuni chiarimenti, ha detto di sentirsi garantito
dai controlli sulle cave e di considerare questa attività, anche se non
piacevole e fonte di duro lavoro, alla stregua dei settori industriali,
dell’agricoltura e del turismo, tassello di un’economia composita. Dello stesso
avviso Alessandro Fulcheris (Nuovo Psi) che ha ricordato come
questa zona sia stata considerata a lungo un paradiso per la qualità del lavoro
e la bellezza dei luoghi. Giampaolo Barabaschi (Uniti per Campiglia) ha
sottolineato che troppo spesso chi ha attaccato le cave non ha espresso minima
solidarietà per i lavoratori e che la cava più bersagliata è quella di Monte
Calvi mentre sulle altre di solito c’è silenzio, mentre sono anch’esse
impattanti.
Nel corso del dibattito si è
chiarito anche, elemento fondamentale, che la quota massima di escavazione sul
Monte Calvi è già stata raggiunta e non si arriverà quindi a toccare la vetta,
infatti adesso la coltivazione sta scendendo di quota.