Il teatro di Macchiavelli reinterpretato dall’Accademia di Belle
Arti
Mercoledì 6 agosto alle 21.30 nell’anfiteatro della Rocca di
Campiglia va in scena La mandragola di Niccolò Machiavelli, su progetto teatrale
di Massimo Mattioli, docente di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di
Firenze. La scenografia è realizzata dagli studenti dell’istituto di
scenografia dell’Accademia su progetto di Sebastiano Di Falco mentre i costumi
sono di Manuela Del Panta. Disegno luci di Iacopo Pantani. Attori: Marco
Calosi, Filippo Di Gennaro, Giulio Frizzi, Olivia Guardi, Giulia Marini,
Filippo Signori, Andrea Stiaccini. Ingresso gratuito.
Oltre a poter godere di uno
spettacolo davvero di qualità, è importante per lo spettatore capire il progetto
ed il percorso dentro il quale si sono mossi, dal novembre 2007, i giovani
allievi scenografi dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e i giovani
attori del Gruppo Vieniteloracconto di
Impruneta. “In questo momento storico incline al consumo frenetico ed agli
effetti immediati e superficiali anche in campo culturale ed artistico –
commentano gli autori – è necessario porre attenzione e valorizzare tutto ciò
che si sviluppa intorno a progetti di ricerca rigorosa che coinvolgono le fasce giovanili”.
La metodologia che portiamo
avanti da anni con gli studenti nella
sua Scuola di Scenografia – spiega il prof Massimo Mattioli - è appunto quella
di creare sinergie che coinvolgano gli allievi
in un lavoro che metta a frutto sia la parte teorica sia quella pratica.
Il lavoro su “La Mandragola” è diventato così materia di studio del teatro di
Machiavelli e conseguentemente trasposizione scenografica per la restituzione
teatrale del testo”.
La lettura del testo non è
quella tradizionale, ma sposta l’azione agli anni ’50 del secolo scorso, una
scenografia lineare, ma in continua trasformazione, dentro la quale gli attori
di Vieniteloracconto disegnano i caratteri della commedia.
Così, futuri scenografi e attori non professionisti, ma che nella recitazione hanno trovato un modo
per esprimere e restituire emozioni e sentimenti di tutti gli umani, sono
riusciti a realizzare uno spettacolo di rigore e bravura professionale.
Conclude Paola Coppini dello
staff dell’associazione Vieniteloracconto “Un impegno formativo, artistico e
culturale non mosso da obiettivi economici è da considerarsi una boccata di
ossigeno e di speranza per la ripresa
del vivere civile fatto di ascolto e di dialogo”.